Il candidato premier del Movimento 5 Stelle

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Il candidato premier del Movimento 5 Stelle è Luigi Di Maio. Non ci sono state sorprese francamente impossibili: Di Maio ha conquistato circa l’80% dei voti ed è adesso candidato premier e capo politico del Movimento 5 Stelle. Stupisce invece la bassa affluenza: lo stesso Toninelli aveva parlato di “100mila elettori”, invece ci si è fermati a 37mila, poco più di un terzo.

Chi verrà scelto come candidato premier del Movimento 5 Stelle?

Si sa già da qualche tempo: il candidato premier del Movimento 5 Stelle sarà annunciato durante la tre giorni di festa nazionale che si terrà a Rimini a partire dal 22 settembre. Le votazioni online attraverso le quali gli iscritti al partito fondato da Beppe Grillo decreteranno chi guiderà i pentastellati se dovessero riuscire a conquistare il governo (cosa che, se davvero si voterà con una legge elettorale proporzionale, risulterebbe particolarmente difficile) si terranno nei giorni immediatamente precedenti; visto che proprio ieri sono scaduti i limiti per le candidature, come annunciato dal blog di Beppe Grillo.

Sperando che non si presentino nuovi problemi: i numerosi attacchi hacker portati a Rousseau (il “sistema operativo” del M5S creato dalla Casaleggio Associati) hanno infatti evidenziati i limiti di questa piattaforma informatica, mettendo a rischio la sicurezza nella scelta del prossimo candidato premier del Movimento 5 Stelle. Niente di irrimediabile, considerando anche che non si tratterà di elezioni combattute, visto che l’unico vero candidato in pectore dei pentastellati è Luigi Di Maio.

Chi sono gli altri candidati premier del Movimento 5 Stelle?

A parte Luigi Di Maio, gli altri candidati premier del Movimento 5 Stelle sono degli assoluti sconosciuti: Vincenzo Cicchetti, Elena Fattori, Andrea Davide Frallicciardi, Domenico Ispirato Domenico, Nadia Piseddu, Marco Zordan.

L’unica parlamentare presente è la senatrice Elena Fattori, vicepresidente della Commissione Agricoltura del Senato. Vincenzo Cicchetti è capogruppo del consiglio comunale a Riccione; Andrea Frallicciardi è l’ex capogruppo nel comune di Figline Valdarno; Domenico Ispirato è stato solo candidato a Verona nel 2012; Gianmarco Novi era consigliere comunale a Monza fino alle ultime elezioni; Nadia Piseddu è stata candidata sindaca a Vignola e, infine, Marco Zordan, è un assessore del Movimento 5 Stelle a Sarego (provincia di Vicenza).

Insomma, non saranno primarie combattute, anzi. E ci si chiede quanto questa sia stata una scelta saggia da parte del M5S – che in queste ore si trova alle prese con parecchie critiche interne – e se non fosse stato meglio, vista l’aria che tirava, indicare nel vicepresidente della Camera il candidato premier, lasciando perdere delle primarie che somigliano anche troppo a una farsa.

Di Maio sarà il candidato premier del Movimento 5 Stelle

È assolutamente scontato che Luigi Di Maio sarà il candidato premier del Movimento 5 Stelle e che la consultazione online porterà alla sua schiacciante vittoria. Si sa da tempo: Davide Casaleggio aveva già fatto capire – per esempio incontrandosi con lui faccia a faccia – su chi erano ricadute le sue preferenze; mentre un altro big del partito come Alessandro Di Battista ha avuto parole inequivocabili: “Sarei molto contento di avere Di Maio come candidato premier”, aveva detto durante In Onda, la trasmissione di La7. Lui stesso non si è tirato indietro: “Se i nostri iscritti vorranno individuare me come candidato premier ci sarò. Ovviamente nelle prossime settimane faremo le votazioni, poi tra il 22 e il 24 settembre proclameremo il nome”, ha detto il candidato in pectore a Radio Capital. Ma quando si faranno queste votazioni? Ormai manca meno una settimana esatta alla kermesse pentastellata.

Resta da capire un punto importante: Luigi Di Maio è all’altezza del ruolo che, salvo sorprese dell’ultimo minuto, gli verrà assegnato? Stando ad alcuni recenti sondaggi, solo Matteo Salvini ottiene un indice di gradimento più elevato tra i leader politici, e questo è senz’altro un punto a suo favore. Alcuni dubbi sulla capacità di Di Maio di tenere insieme le varie anime del M5S possono invece emergere: le sue recenti dichiarazioni su temi scottanti come migranti, diritti alla casa e anche il fatto di aver inserito Almirante (il leader storico del MSI) nel suo personale pantheon potrebbero aver confuso i militanti della prima ora, provenienti spesso da un mondo ambientalista e movimentista che difficilmente potrebbe mostrarsi d’accordo con certe uscite.

Su questo facciamo una precisazione, grazie a una segnalazione di un nostro lettore. L’affermazione in cui Di Maio cita Almirante (insieme a Berlinguer e ai leader storici della DC) è stata fatta in televisione su Rai1.

Di Maio a Porta a Porta

Per la precisione, Di Maio, nel corso della puntata di Porta a Porta del 19 giugno 2017, insistendo sulla questione che il Movimento 5 Stelle non sia incasellabile nell’abituale novero delle categorie destra-sinistra, dice testualmente:

«Questo movimento non è né di destra né di sinistra. Secondo me bisogna entrare nell’ottica che il movimento 5 Stelle ha superato l’idea degli schemi di destra e di sinistra, ma porta con sé tante idee che erano stati i cavalli di battaglia dei partiti di destra e di sinistra. Perché io non dico che i valori di destra e di sinistra non esistano, sono dentro ognuno di noi. C’è chi si rifà ai valori che portava avanti Berlinguer, quelli di Almirante, quelli dei leader della DC. Non è questo il punto. Il punto è: quali sono le ricette per risolvere i problemi di questo paese? Forse scopriremo che le ricette oggi sono obbligate, per risolvere i problemi di questo paese. Il problema è il medico, che non questa ricetta non l’ha prescritta negli ultimi 30 anni e ci ha ridotto in queste condizioni».

Lo stesso Di Maio ha poi lamentato che si sia ricamato sull’aver nominato Almirante, Berlinguer e la DC.

Da un punto di vista elettorale, però, non va scordato come certe prese di posizione possano solo ampliare il bacino di voti potenziale del M5S (che non ha mai fatto mistero di guardare a destra) e sottrarre voti alla Lega Nord.

Nessuna alternativa a Di Maio?

Ci sarebbero potute essere delle valide alternative alla candidatura a premier di Luigi Di Maio? Al di là di quanti auspicavano un’improbabile discesa in campo di Alessandro Di Battista – che ha deciso di non mettere i bastoni tra le ruote alla sua controparte più istituzionale – ci si attendeva invece la candidatura di Roberto Fico, che ha avuto una lunga polemica con Di Maio e che ormai incarna l’anima stessa dei “duri e puri” del movimento. I numeri, probabilmente, non sarebbero stati tali da premiare la sua corsa, ma se davvero avesse deciso di partecipare alla corsa, ne sarebbe sicuramente nata una conta (interna e tra i militanti) che sarebbe stata fortemente sgradita ai vertici del partito.

Qualche mese fa, inoltre, si era vociferato dell’interesse di Chiara Appendino a calcare il palcoscenico nazionale. L’ipotesi avrebbe anche potuto avere senso: a differenza della sua omologa romana, Virginia Raggi, il sindaco di Torino è per lungo tempo sembrato uno dei migliori rappresentati eletti dal M5S; capace di unire invece che di dividere e gestire la città serenamente. Un quadro idilliaco distrutto nel mese di giugno, quando il caos esploso in piazza San Carlo in seguito a un (presumibile) falso allarme bomba ha messo in luce alcune gravi mancanze nella gestione dell’ordine pubblico.

Ma non è solo questo: il Movimento 5 Stelle, su certi temi, ha regole chiare. E nonostante in alcuni casi si vada un po’ a corrente alternata (come per le votazioni online), è stato lo stesso Beppe Grillo a ricordare a tutti cosa dice il regolamento: “Ci tengo a ribadire che nel M5S vige una regola chiara e semplice: ogni portavoce eletto porta a termine il suo mandato e durante il suo svolgimento non può candidarsi a svolgere altre cariche”. Una pietra tombale sulle speranze di Chiara Appendino.

Gli outsider

Nel corso dei mesi, però, non si è parlato solo di un possibile candidato premier del Movimento 5 Stelle interno al partito, ma anche dell’interesse di Beppe Grillo nei confronti di figure esterne, di veri e propri outsider che avrebbero potuto conferire al M5S quella credibilità che a volte è venuta a mancare. I nomi che sono per qualche tempo circolati sui giornali (per quel che può valere) sono stati soprattutto tre: Piercamillo Davigo, Nino Di Matteo e Nicola Gratteri. Il primo di questo breve elenco è stato più di una volta tirato in ballo, ma è stato lui stesso a tirarsi indietro: “Non sono interessato”. Alla fine non se n’è fatto nulla; spianando ulteriormente la strada a Di Maio.

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Luigi Di Maio in una recente apparizione a Bersaglio Mobile

 

 

3 Commenti

  1. C’è un grave errore. Avete riportato che “anche il fatto di aver inserito Almirante (il leader storico del MSI) nel suo personale pantheon”.
    La frase in questione che si riferisce ad una intervista di Di Maio a “Porta a Porta” è una fake news. Infatti non viene mai riportata. Ricontrollate e per piacere modificate. È una questione importante soprattutto perché state associato delle ideologie politiche ad un politico,in corsa per le elezioni nazionali, che non sono sue. Tra l’altro, se volessimo usare lo stesso metodo di fake news allora dovremmo dire che nel pantheon di Di Maio ci sarebbe anche Berlinguer.
    Ricontrollate tutta la dichiarazione per intero.
    Non siate scadenti prima di subito. C’è una buona aspettativa, almeno da parte mia, rispetto a questo sito/pagina fb.

    • Buongiorno Daniele. È una semplificazione, ha ragione, ma non è un “grave errore”. Comunque, qui non intendiamo inseguire il gossip. Quindi, dopo la sua segnalazione, Abbiamo inserito il video integrale della puntata di Porta a Porta e riportato la dichiarazione integrale di Di Maio, nella quale effettivamente – questo è un fatto – nomina e mette sullo stesso piano Berlinguer, Almirante e i leader storici della DC, citandoli esplicitamente. L’affermazione integrale è: «Questo movimento non è né di destra né di sinistra. Secondo me bisogna entrare nell’ottica che il movimento 5 Stelle ha superato l’idea degli schemi di destra e di sinistra, ma porta con sé tante idee che erano stati i cavalli di battaglia dei partiti di destra e di sinistra. Perché io non dico che i valori di destra e di sinistra non esistano, sono dentro ognuno di noi. C’è chi si rifà ai valori che portava avanti Berlinguer, quelli di Almirante, quelli dei leader della DC. Non è questo il punto. Il punto è: quali sono le ricette per risolvere i problemi di questo paese».
      Grazie per la segnalazione, non intendiamo affatto essere “scadenti”.

  2. Personalmente ritengo Di Maio ( il bambino ) un futuro ottimo presidente del Consiglio. Infatti fino ad oggi nessun politico gli tiene testa, lui è troppo davanti a tutti. Bisogna anche dire che le città dove ora si vive meglio negli ultimi anni, hanno come sindaco una persona del M5S, vedi Livorno. Bisogna ammettere che il M5S ha uno statuto che tutti devono rispettare ed è una buona cosa. Peccato che nessuno parla mai di tutte le cose buone che fanno e che hanno fatto.
    Grazie, buon lavoro

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